Basta dire che non c’è lavoro in Sicilia

Dire che in Sicilia non c’è lavoro è ormai diventata una consuetudine su cui molti da troppo tempo sono abituati a cullarsi. Guardando ai dati sulla disoccupazione giovanile il tasso percentuale nella nostra isola tocca il 57,2 (quasi il doppio della media nazionale del 32,7 per cento), eppure molto spesso non è il lavoro a […]

Dire che in Sicilia non c’è lavoro è ormai diventata una consuetudine su cui molti da troppo tempo sono abituati a cullarsi. Guardando ai dati sulla disoccupazione giovanile il tasso percentuale nella nostra isola tocca il 57,2 (quasi il doppio della media nazionale del 32,7 per cento), eppure molto spesso non è il lavoro a mancare ma il personale qualificato.

Questo paradosso in Sicilia riguarda soprattutto il settore del turismo nel quale su 2 mila strutture ricettive (alberghi, b&b, villaggi turistici), il 60 per cento non riesce a trovare personale per ricoprire ruoli che vanno dal receptionist al barman, dall’addetto alla lavanderia fino ad arrivare a posizioni di responsabilità come manager e direttori.

Il problema fondamentale sembrerebbe la scarsa e inadeguata capacità di parlare correttamente una o più lingue straniere. Molti operatori del settore dislocati nelle zone più turistiche della Sicilia, da Punta Secca a Cefalù, dalle Eolie fino a Taormina, lamentano le difficoltà di trovare soprattutto fra i giovani del territorio risorse con una preparazione idonea alla posizione da ricoprire.

Per una terra che la scorsa stagione ha visto un boom di presenze straniere – solo a Taormina, da marzo a ottobre, sono state registrate 1 milione e 400 mila presenze di cui solo 130 mila italiani – si rende più che mai necessario intervenire sulla formazione dei giovani e lo sviluppo di competenze spendibili nell’ambito turistico.

Per questo motivo sono molte le strutture che investono nella formazione e nell’aggiornamento del personale più giovane, per garantire ai propri clienti servizi diversificati e un’ accoglienza adeguata; come molte sono le iniziative che puntano a ridurre le distanze tra i giovani e il mondo del lavoro.

A questo proposito giorno 26 marzo Federalberghi organizza il primo “Career Day” all’Hotel Piazza Borsa di Palermo: “Abbiamo pensato di offrire un’occasione di incontro tra le aziende del settore e i giovani che si vogliono proporre – spiega Nicola Farruggio, presidente di Federalberghi Palermo – Basta dire che non c’è lavoro in Sicilia”.

 

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