Gian Marco Centinaio alla guida del turismo italiano

Lo scorso 2 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che sposta le competenze sul turismo dal Ministero dei Beni Culturali guidato da Alberto Bonisoli a quello delle Politiche Agricole che vede a capo il leghista Gian Marco Centinaio che ora è a pieno titolo anche il nuovo ministro del Turismo. La […]

Lo scorso 2 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che sposta le competenze sul turismo dal Ministero dei Beni Culturali guidato da Alberto Bonisoli a quello delle Politiche Agricole che vede a capo il leghista Gian Marco Centinaio che ora è a pieno titolo anche il nuovo ministro del Turismo.

La nuova organizzazione prevede la creazione di un nuovo dipartimento all’interno del Ministero delle Politiche Agricole con due direzioni generali (una si dovrebbe occupare di Affari generali e l’altra di promozione del turismo). Sarà comunque un Dpcm entro 60 giorni a disciplinare questo riassetto che prevede la possibilità per i dipendenti dell’attuale Mibact (dove appunto c’è il turismo) di decidere se restare ai Beni culturali o spostarsi nel nuovo ministero.

Tutti gli operatori del Turismo, settore chiave dell’economia italiana (vale più del 10% del Pil), da Federalberghi a Federturismo, da Assoturismo a Confturismo e Confindustria Alberghi, hanno espresso la loro soddisfazione nei confronti della decisione di mettere alla guida del turismo italiano Gian Marco Centinaio, sottolineandone la grande professionalità.

FIDUCIA AL MINISTRO DA PARTE DI BERNABO’ BOCCA, PRESIDENTE DI FEDERALBERGHI

“Di Centinaio conosciamo le capacità e la notevole competenza riguardo i temi e le problematiche del nostro comparto. Siamo certi che metterà la sua esperienza al servizio del suo nuovo ruolo e che si impegnerà a sostenere un settore così prezioso per l’economia del Paese. Come Federazione degli albergatori offriamo la massima collaborazione, confermando la nostra fiducia nel suo operato”.

“Le sfide da affrontare sono molte e sono note da tempo – prosegue Bocca – a cominciare dalla riduzione della pressione fiscale che grava sul settore e dalla necessità di contrastare con decisione ogni forma di abusivismo”.

“A queste – conclude Bocca – si è aggiunta nelle ultime ore la necessità di intervenire per imprimere una decisa correzione di rotta alle nuove norme in materia di contratti a tempo determinato. Un settore come il turismo, in cui la stagionalità del lavoro costituisce una caratteristica strutturale, anche in seno alle aziende aperte tutto l’anno, non può essere assoggettato alle medesime regole previste per banche ed industrie”.

SODDISFAZIONE E PROGETTI A BREVE E A LUNGO TERMINE NELLE PAROLE DI GIAN MARCO CENTINAIO. 

“Il fatto – spiega soddisfatto – è che sanno che sono un loro collega. Il mondo del turismo ha chiesto che finalmente ci fosse qualcuno competente del settore per provare a invertire la rotta e finalmente questo governo glielo ha dato. Ora bisogna cominciare a correre. Oggi l’Italia è la quinta potenza turistica nel mondo ma dobbiamo crescere e scalare questa classifica. Siamo quelli con i prodotti enogastronomici più copiati al mondo, con più siti Unesco di tutti e ce la giochiamo con la Cina che è enorme rispetto a noi, la storia e la cultura che tutti ci invidiano, i musei più belli del mondo, il mare è tra i migliori d’Europa: se siamo solo quinti, qualcosa non funziona nella promozione e nella considerazione che hanno i turisti di noi”.

“Quando era al Mibact il turismo – sottolinea – era una direzione, ora sarà un dipartimento quindi una cosa molto più importante e con un ben diverso peso anche istituzionale. L’obiettivo che abbiamo – annuncia – è quello di trovare anche una sede fisica dove ci siano i dipendenti e tutti coloro che si occupano di turismo nel nostro Paese. Penso ad esempio alla sede dell’Enit, che potrebbe diventare la sede di questa parte del ministero, con l’obiettivo finale di farne un dicastero a parte. Questo è il nostro percorso”.

Ma Centinaio non dimentica l’Agricoltura: “Un turista che viene dall’estero – spiega – vede i paesaggi, la cultura e tutte le altre bellezze che l’Italia può offrire ma vede anche un’incredibile ricchezza enogastronomica. Quindi questo ministero dell’agricoltura e del turismo ha possibilità di diventare un ministero del marketing del nostro Made in Italy nel mondo. Ma il turismo non è solo promozione all’estero, è anche programmazione, aiuto alle imprese, lotta all’abusivismo e sinergia con gli altri ministri”.

Il ministro chiarisce anche quale sarà il futuro dell’Enit: “Secondo il mio progetto l’ente del turismo diventa il braccio armato del ministero, delle regioni e degli operatori privati perché io voglio veramente che l’Ente diventi l’interlocutore di tutti coloro che in Italia si occupano di turismo in questo momento. E anche di quella parte dell’Agricoltura che si vuole promuovere nel mondo”.

“Quindi – conclude – cercheremo di capire in modo molto “asettico” cosa è stato fatto e cosa si può modificare e cercheremo di trasformarlo in un interlocutore per il settore, visto e considerato che sempre più spesso gli operatori quando vanno all’estero a fare o presentare qualcosa, invece che utilizzare l’Enit si rivolgono all’Ice. Quindi vuol dire che non c’è molta fiducia nei confronti di quello che l’Enit ha fatto finora”.

 

 

 

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