A Pantelleria il secondo appuntamento di Taobuk nelle “Isole Minori” con Andrea Vitali

Il secondo appuntamento di Taobuk nelle “Isole Minori” si svolgerà domani, sabato 2 settembre alle ore 19.00, nel rinascimentale Castello Barbacane di Pantelleria. Questa volta protagonista dell’incontro sarà Andrea Vitali, scrittore comasco, chiamato dopo Alessia Gazzola a Salina, ad animare il programma itinerante del festival letterario di Taormina. La rassegna si pone, come sottilineato dall’assessore regionale al […]

Il secondo appuntamento di Taobuk nelle “Isole Minori” si svolgerà domani, sabato 2 settembre alle ore 19.00, nel rinascimentale Castello Barbacane di Pantelleria. Questa volta protagonista dell’incontro sarà Andrea Vitali, scrittore comasco, chiamato dopo Alessia Gazzola a Salina, ad animare il programma itinerante del festival letterario di Taormina.

La rassegna si pone, come sottilineato dall’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Anthony Barbagallo, “l’obiettivo di allargare il parco letterario siciliano all’arcipelago che circonda l’isola madre, incrementando il segmento del turismo culturale siciliano”. L’incontro, inserito nella ricca e variegata “Notte bianca”, è realizzato in collaborazione con il Comune e con “Preziosa Pantelleria”, comitato promotore per l’arte, la cultura e il territorio, guidato dalla presidente Vita Angela Accardi.

A portare il saluto della città interverrà il sindaco Salvatore Gino Gabriele, mentre ad introdurre la serata sarà Antonella Ferrara, presidente ed ideatrice Taobuk, kermesse letteraria che nel giro di un anno ha imposto la sua formula vincente in varie tappe con protagonisti che non hanno certo bisogno di presentazioni, come Luis Sepúlveda a Catania, Tahar Ben Jelloun a Palermo, Isabel Allende, di recente nel capoluogo etneo.
A Pantelleria Andrea Vitali  dialogherà con Angela Siragusa, intellettuale colta e sensibile, vicesindaco della città. La conversazione verterà in particolare sul romanzo “A cantare fu il cane”, titolo che mette in campo esplicitamente un amico a quattro zampe. Un avvincente giallo ambientato negli anni ’30 in un paese del Lago di Como, che i lettori di Andrea Vitali conoscono bene,

La quiete della notte tra il 16 e il 17 luglio 1937 viene difatti turbata a Bellano da un grido di donna, Emerita Diachini in Panicarli, che urla «Al ladro! Al ladro!» perché ha visto un’ombra sospetta muoversi tra i muri di via Manzoni. E in effetti un balordo viene poi rocambolescamente acciuffato dalla guardia notturna Romeo Giudici. È Serafino Caiazzi, noto alle cronache del paese per altri piccoli reati finiti in niente soprattutto per le sue incapacità criminali. Chiaro che il ladro è lui, chi altri? Ma al maresciallo Maccadò servono prove, mica bastano le voci di contrada e la fama scalcinata del presunto reo. Ergo, scattano le indagini. Prima cosa, interrogare l’Emerita. Già, una parola, perché la donna spesso non risponde al suono del campanello di casa, mentre invece è molto attivo il suo cane, un bastardino ringhioso e aggressivo che si attacca ai polpacci di qualunque estraneo. E il Maccadò, dei cani, ha una fifa barbina.

Queste poche pennellate ci portano già dentro l’universo lacustre e indaginoso di Vitali, autore che ha fatto levitare schiere di lettori con i suoi romanzi ambientati nella nativa Bellano, luogo della memoria e non-luogo di un microcosmo che assurge a dimensione universale. Lo confermano le atmosfere raccontate in L’ombra di Marinetti (Premio Piero Chiara), Una finestra vistalago (Premio Grinzane Cavour e Premio Gioffrè), La figlia del Podestà (Premio Bancarella).
 

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