Tassa di soggiorno: Federalberghi favorevole all’abolizione

“Siamo assolutamente d’accordo sull’eliminare la tassa di soggiorno, che così come è impostata è una pistola messa in mano ai sindaci. Grava solo su coloro che soggiornano negli alberghi e non sui turisti “pendolari” che sono il vero problema delle città d’arte prese d’assalto”.  “Nella maggior parte dei casi il gettito viene utilizzato per finanziare attività che  nulla hanno a che fare con il turismo e molte volte serve a coprire i buchi di bilancio del Comune. Sono pochi i sindaci virtuosi che la utilizzano in modo da portare beneficiio al settore turismo” Queste le parole del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca a proposito dell’imposta introdotta nel 2011 con lo scopo di raccogliere fondi da destinare al miglioramento dei servizi turistici del Comune. La legge che regola questa tassa ne prevede il pagamento nei comuni capoluogo di provincia, nelle Unioni dei comuni e nei municipi delle località turistiche o delle città d’arte. La tassa […]

Siamo assolutamente d’accordo sull’eliminare la tassa di soggiorno, che così
come è impostata è una pistola messa in mano ai sindaci. Grava solo su coloro che soggiornano negli alberghi e non sui turisti “pendolari” che sono il vero problema delle città d’arte prese d’assalto”. 

“Nella maggior parte dei casi il gettito viene utilizzato per finanziare attività che 
nulla hanno a che fare con il turismo e molte volte serve a coprire i buchi di bilancio del Comune. Sono pochi i sindaci virtuosi che la utilizzano in modo da portare beneficiio al settore turismo”

Queste le parole del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca a proposito dell’imposta introdotta nel 2011 con lo scopo di raccogliere fondi da destinare al miglioramento dei servizi turistici del Comune.

La legge che regola questa tassa ne prevede il pagamento nei comuni capoluogo di provincia, nelle Unioni dei comuni e nei municipi delle località turistiche o delle città d’arte.

La tassa di soggiorno deve essere applicata dalle strutture ricettive di tipo alberghiero ed extralberghiero presenti nel Comune. Essa viene calcolata moltiplicando il numero degli ospiti per il numero dei loro pernottamenti secondo la tariffa corrispondente alla categoria di appartenenza, istituita da ogni Comune. L’importo della tassa di soggiorno varia da un minimo di 50 centesimi arrivando anche a 5/7 euro per notte.

Il gestore della struttura ricettiva è tenuto al pagamento della tassa di soggiorno al Comune in quanto responsabile di questa imposta. In caso di mancato pagamento, oppure di infedele dichiarazione, il gestore rischia una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro, oltre a commettere reato di peculato.

Il cliente, invece, in caso di tassa di soggiorno non pagata rischia che le sue generalità vengano comunicate dal gestore della struttura ricettiva al Comune, sempre che tale obbligo sia espressamente previsto nel regolamento, in modo da non violare la normativa sulla privacy. Spetterà poi all’ente locale utilizzare tali informazioni per recuperare gli importi dovuti dal cliente ma non pagati.

Non tutti quelli che pernottano in una struttura ricettiva sono tenuti a pagare la tassa di soggiorno. Sono esenti o hanno diritto ad una riduzione dell’imposta:

  • i residenti nel Comune;
  • dipendenti delle strutture ricettive;
  • gli autisti di pullman ed accompagnatori turistici;
  • le persone che praticano terapie presso strutture sanitarie site nel territorio comunale ed i loro accompagnatori;
  • i portatori di handicap non autosufficienti e loro accompagnatori;
  • gli studenti in viaggio di istruzione o che soggiornano per ragioni di studio o per periodi di formazione professionale;
  • gli appartenenti alle forze di polizia statali e locali, nonché al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che pernottano nel comune per esigenze di servizio;
  • i volontari che offrono il proprio servizio in occasione di eventi e manifestazioni o per emergenze ambientali;
  • gli artisti ed i loro accompagnatori che partecipano a manifestazioni culturali organizzate dall’amministrazione;
  • gli ospiti di eventi organizzati da una istituzione locale.

E’ evidente, secondo Bocca, che si tratta di una tassa che va a colpire solo i turisti “ufficiali” e forse sarebbe corretto pensare ad una tassa più “equa”, come la tassa di sbarco applicata a Capri, dovuta anche da chi trascorre solo la giornata sull’isola.

O ancora meglio sarebbe tempo di abbandonare un’impostazione antiquata, che considera il turista e le imprese ricettive come delle vacche da mungere, e porre il turismo al centro delle politiche di sviluppo del nostro Paese.

Tassare chi soggiorna significa dirottare altrove gli arrivi e scoraggiare la permanenza. L’obiettivo invece dovrebbe essere che i turisti vengano in Italia e si fermino quanto più tempo possibile.

Più turisti equivalgono a più occupazione e più reddito, e quindi a maggiori entrate, non solo per le imprese e per i lavoratori del turismo, ma anche per le comunità e le amministrazioni locali.

La maggior parte della spesa dei turisti, infatti, riguarda servizi diversi da quelli ricettivi (bar e ristoranti, stabilimenti balneari, terme, taxi, impianti di risalita, shopping, attrazioni, etc.) e tutto questo movimento porta benefici alle casse degli enti locali non solo in termini di entrate dirette (parcheggi, trasporto locale, ingressi nei musei comunali, etc.) ma anche e soprattutto sotto forma di imposte locali pagate dalle imprese e dai lavoratori.

 

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