Incremento delle presenze per il settore del turismo estivo in Italia

Turismo estivo 2018. Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha annunciato in un comunicato stampa di pochi giorni fa, in occasione dell’inizio dell’estate, tutto il suo ottimismo per una stagione che si preannuncia positiva e che potrebbe dare buone soddisfazioni. Non si tratta solo di una sensazione perchè sono i numeri a parlare chiaro. Da giugno a […]

Turismo estivo 2018. Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca ha annunciato in un comunicato stampa di pochi giorni fa, in occasione dell’inizio dell’estate, tutto il suo ottimismo per una stagione che si preannuncia positiva e che potrebbe dare buone soddisfazioni.

Non si tratta solo di una sensazione perchè sono i numeri a parlare chiaro. Da giugno a settembre, in soli quattro mesi, negli alberghi italiani e negli esercizi ricettivi complementari si registrano oltre 260 milioni di pernottamenti, più del 60% del totale annuo.

Turismo estivo 2018: fonte Federalberghi

I visitatori delle principali località turistiche italiane, nelle quali Taormina rientra tra le favorite, sono soprattutto turisti stranieri, che contribuiscono con circa il 51,3% degli arrivi e fanno segnare un incremento delle presenze di quasi il 40% rispetto all’estate di dieci anni fa.

A scegliere l’Italia come meta preferita dove trascorrere le proprie vacanze sono in primo luogo turisti provenienti dalla Germania (con 6,5 milioni di arrivi durante l’estate), seguiti da Stati Uniti e Francia (2,3 mln), Regno Unito (1,9 mln) e Paesi Bassi (1,5).

Durante la stagione estiva le imprese italiane del turismo danno lavoro a più di un milione e duecentomila lavoratori dipendenti, cinquecentomila dei quali occupati con contratto di lavoro a tempo determinato.

Nel ricordare il grande contributo che il turismo offre alla creazione di posti di lavoro, Bocca evidenzia che “i contratti a termine sono indispensabili per far fronte all’estrema elasticità della domanda che contraddistingue il mercato delle vacanze” e “sottolinea la necessità di trattare la materia con estrema cautela, evitando che ipotesi affrettate di riforma della legge mettano in condizioni di incertezza mezzo milione di lavoratori e rischino di compromettere il delicato equilibrio su cui si fonda l’organizzazione del lavoro nel settore turismo”.

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