Quale futuro per le politiche del turismo in Italia?

E’ stallo per il quadro politico italiano dopo l’esito del duro scontro tra Quirinale, da un lato, e M5S-Lega dall’altro innescato domenica scorsa dallo stop di Mattarella al governo giallo-verde con l’economista euroscettico Paolo Savona al Mef. Nell’incertezza politica che si trascina senza soluzione di continuità dalle elezioni del 4 marzo adesso il Colle pensa […]
E’ stallo per il quadro politico italiano dopo l’esito del duro scontro tra Quirinale, da un lato, e M5S-Lega dall’altro innescato domenica scorsa dallo stop di Mattarella al governo giallo-verde con l’economista euroscettico Paolo Savona al Mef.

Nell’incertezza politica che si trascina senza soluzione di continuità dalle elezioni del 4 marzo adesso il Colle pensa a ‘soluzioni rapide’ per affrontare le emergenze nell’ipotesi di ritornare al voto, probabilmente a ottobre.

Si tratta di uno scenario in continua evoluzione, che al momento sembra aver lasciato sfumare il contratto di governo al quale Salvini e Di Maio erano giunti dopo non poche consultazioni.

Un accordo che aveva dato grande importanza al settore del turismo in Italia, per il quale si era prospettata la possibilità di istituire un ministero ad hoc sganciato da quello dei Beni culturali.

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca si era trovato d’accordo al 100% sul contratto Lega-M5S perché molti punti presentati alla politica da Federalberghi erano stati recepiti.

Tra le priorità indicate da Federalberghi sin dallo scorso dicembre per la XVIII legislatura spiccano: la diminuzione della pressione fiscale (in primis ridurre le tasse sugli immobili, che gravano sulle imprese anche quando sono chiuse o semivuote); il sostegno agli investimenti (con il potenziamento del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive); lo sviluppo di nuovi servizi (riformando le regole anacronistiche che non consentono agli alberghi di ampliare l’offerta); un contrasto all’abusivismo dilagante (per garantire la sicurezza e tutelare turisti, cittadini, lavoratori, imprese ed erario); l’ammodernamento delle reti e delle infrastrutture (per far sì che tutto il nostro paese sia fruibile ed accessibile).

Il turismo in Italia è un un comparto che – come indicato da Bocca – offre un contributo decisivo alla produzione della ricchezza italiana. Si tratta di 171 miliardi di valore aggiunto, pari all’11,8% del Pil, di più di 1,5 milioni di occupati, di circa 39,1 miliardi di euro di entrate valutarie e di oltre 400 milioni di pernottamenti dei turisti.

Il turismo lavora per l’Italia recita il manifesto di Federalberghi, e come dichiarato dal presidente, non possiamo che sperare che il governo che verrà sappia assecondare lo sviluppo del settore perché tutto il paese possa trarne beneficio.

 

 

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